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Visitare Tarquinia
Dopo il confine tra la Provincia di Roma e quella di Viterbo, a nord di Civitavecchia, troviamo Tarquinia, comune di oltre 16mila abitanti di questa ultima Provincia; e distante dal capoluogo circa 45 chilometri.
Visualizzazione ingrandita della mappaTarquinia, che fino al 1872 venne chiamata Corneto, si trova presso la Via Aurelia, nella Maremma laziale. Collocata a 132 metri d'altitudine sopra un colle dominante il basso corso del fiume Marta.
Storia di Tarquinia
La città di Tarquinia (Tarquinii in latino e Tarchuna in etrusco) viene considerato come uno tra i più antichi e tra i più importanti insediamenti della dodecapoli etrusca. In rapporti con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re Etruschi (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo).
Più volte in guerra con Roma, Tarquinia fu infine sottomessa all'inizio del III secolo a.C. (forse nel 281). Da quel momento Tarquinii fece parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Nel V sec. a.C. fu conquistata dal regno romano-gotico di Teodorico. Nella prima metà del VI sec. subì le durezze della guerra gotica e nella seconda metà del secolo entrò a far parte del longobardo ducato di Tuscia. Nella seconda metà dell'VIII sec. la Tuscia fu acquisita ai domini carolingi ed infine donata al Pontefice come parte del neo-costituito Stato della Chiesa.
Probabilmente già a partire dal VI sec. si ebbe l'iniziale graduale spopolamento dell'abitato etrusco-romano, accentuantosi in età medievale. Nel tardo medioevo la città antica si era ridotta a poco più di un castello fortificato.
Tra la fine del X e gli inizi dell'XI sec., su un colle contiguo alla città antica si sviluppa il centro medioevale di Corneto, sopra un sito con tracce archeologiche di un insediamento villanoviano, di una necropoli proseguita anche in epoca etrusca, e di fortificazioni etrusco-romane.
Nel 1144 divenne libero comune italiano stipulando patti commerciali con Genova (1165) e con Pisa (1177). Nel XIII sec. resistette all'assedio dell'imperatore Federico II. Si oppose anche alle mire della Chiesa, ma poi la città fu ridotta all'obbedienza dal cardinale Egidio Albornoz nel 1355. Da quel momento in poi, soltanto con brevi interruzioni, rimase stabilmente allo Stato Pontificio condividendone le vicende.
La sua diocesi risale al V secolo e nel 1854 fu unita a quella di Civitavecchia. Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale divenne sede della scuola di paracadutismo.Città etrusca
L'antico centro sorgeva sull'altura detta "La Civita", alle spalle del "colle dei Monterozzi", ove oggi l'abitato moderno, e dove si trova la necropoli antica, detta "Necropoli dei Monterozzi".
Le più antiche testimonianze di abitato sul colle de "La Civita" risalgono al IX-VIII secolo a.C. Si trattava di un notevole centro proto-urbano del periodo villanoviano di circa 150 ettari di estensione. Non sono numerosi i resti dell'abitato, di cui sono visibili in particolare gli imponenti avanzi di un tempio, oggi detto Ara della Regina datato intorno al IV - III sec. a.C. Esso, con unica cella e colonnato, era costruito in tufo con sovrastrutture in legno e decorazioni fittili. È identificabile il tracciato della cinta urbana, adattato all'altura per un percorso di 8 km circa (IV - IV secolo a.C.).Necropoli
Elemento di notevolissimo interesse archeologico sono le vaste necropoli. Esse, ed in particolare la necropoli dei Monterozzi, racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia. Conservano al loro interno una straordinaria serie di dipinti, e rappresentano così il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana.
Fra i sepolcri di maggiore interesse troviamo le cosidette tombe del Guerriero, della Caccia e della Pesca, delle Leonesse, degli Auguri, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Festoni, del Barone, dell'Orco e degli Scudi.
Il Museo Nazionale Tarquiniese custodisce parte dei dipinti, i quali sono stati staccati da alcune tombe allo scopo di preservarli. Altri, invece, sono visibili direttamente sulla parete su cui furono realizzati, restituendoci la conoscenza della scomparsa pittura greca, cui sono legati da vincoli di affinità e dipendenza.Città medioevale
La città odierna conserva uno spiccato carattere medievale, accentuato dalle numerose torri dalle mura e da parecchie chiese. In talune di esse si notano influssi lombardi e cosmateschi (Santa Maria di Castell, la più grandiosa e importante, 1121-1208), in altre chiese si notano influssi arabi e bizantini (San Giacomo, Santissima Annunziata).
Il caratteristico scenario medievale della città è composto dai resti del palazzo dei Priori, alcune torri e la chiesa di San Pancrazio.
Nel XVI venne costruito il magnifico palazzo Vitelleschi, oggi sede del Museo Nazionale Tarquiniese. Al Rinascimento appartengono anche gli affreschi di Antonio del Massaro da Viterbo (detto "il Pastura") nel coro del duomo e quelli di autore ignoto nel palazzo Vitelleschi. Tra i vari edifici barocchi è notevole la chiesa del Suffragio.Nel territorio sono presenti le antiche "Saline", oggi riserva naturale di popolamento animale delle Saline di Tarquinia.
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