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Arte e Cultura

Archeologia

 

Le terme di Traiano o Terme taurine

Arrivare. Attraversando il centro di Civitavecchia, lungo la via delle Terme Taurine in direzione di Tolfa, si raggiunge questo complesso termale, sicuramente tra i più interessanti di tutto il territorio etrusco.
Descrizione. Per descriverne la bellezza, prendiamo spunto dalla lettura di alcuni brani che il poeta Rutilio Claudio Namaziano compose durante e dopo il lungo viaggio che nel 416 d.C. realizzò. Il poeta narra che il nome della sorgente ha origine da una leggenda secondo cui un toro (probabilmente assimilato ad una divinità) avrebbe raspato la terra prima di iniziare una lotta, e così sarebbe scaturita la sorgente di acqua calda delle proprietà benefiche.
Vicino all'antico laghetto di Aquae Tauri, alle pendici dei monti della Tolfa, sgorgava la sorgente che ancora oggi passa per le Terme Taurine. Già in età preistorica è noto che le terme fossero ben consciute per le loro virtù. Gli etruschi furono i primi a costruirne le prime rudimentali terme, ma soltanto in epoca romana furono risolti i problemi per rendere efficace al massimo l'utilizzo di queste acque. Sul non lontano colle chiamato "La Ficoncella", sorgeva il piccolo abitato di Aquae Tauri, ove veniva sfruttata altra sorgente delle stesse acque termali.
In epoca Silliana, nel I sec. a.C., venne costruito un nuovo fabbricato denominato per l'appunto Terme Taurine, che ebbe il suo massimo splendore durante l'impero di Traiano (chi tra l'altro fece costruire il Porto di Centumcellae, oggi Civitavecchia). Verso la fine dell'impero di Adriano fu apportato un'ulteriore ampliamento.
Molto frequentata durante tutta l'epoca imperiale romana, con la decadenza di esso cominciò ad essere meno frequentata. Durante la guerra tra i Goti e Bizantini smise di funzionare, e le naturali acque continuarono a sgorgare in mezzo ad un edificio ormai abbandonato.

Risalgono alla metà XVIII sec. le prime indagini archeologiche fatte sotto incarico del Governo Pontificio. Nei primi decenni del XX sec. furono effettuate i primi interventi sistematici, che portarono alla luce le Terme Repubblicane, finora sconosciute. Per anni sono poi state realizzate diverse indagini che hanno permesso di identificare diversi altri settori.
Negli anni cinquanta si studiarono progetti per riattivare le Terme mediante il restauro dell'edificio antico, ma poi l'idea fu abbandonata.

La struttura termale
Stesse per circa 20 mila metri quadrati, comprese le aree verdi, le Terme Taurine erano un complesso articolato su diversi settori. Nella zona delle Terme Repubblicane, camminando per il peristillo, area dedicada al passeggio all'ombra, si giunge ad un ambiente con abisidi nel quale si è voluto riconoscere il tepidarium. Accanto vi sono il laconicum o sudatorio, a pianta rotonda ed originariamente coperto a cupola. A nord di questi ultimi, un corridoio portava ad altri nuovi settori, dei quali praticamente nulla è rimasto.
Mediante un'altro corridoio, si arrivava all'apodyterium o spogliatoio. In seguito, in ciascuno dei due vani venne creata una vasca da bagno, la più ampia delle quali, con pavimento in mosaico, era in comunicazione con la vasca del calidarium. Esso era destinato al bagno caldo, con una struttura basicale, con due file di colonne che lo dividevano in tre navate.
Il calidarium veniva alimentato dall'acqua delle terme, convogliata, attraverso un tubo di piombo. La profondità della piscina era di circa 1,20 metri.
L'intero l'ambiente era riccamente decorato: rivestimenti in marmo, stucchi figurati con vari soggetti e capitelli ionici. Al centro della grande abside era ricavata una nicchia rettangolare, fiancheggiata da due mensole che sorreggevano le colonnine: un'edicola o larario, ove era esposto il simulacro della divinità tutelare delle acque.
Concludono il complesso il frigifarium, a su del calidarium, costruito probabilmente nel I sec. d.C.. Altri piccoli ambienti possono essere raggiunti, una serie di piccoli spazi adibita a cubicula diurna, cioè a camera da letto por un breve riposo dopo il bagno.
A sud dell'originario nucleo repubblicano, trovaimo le aggiunte sibite in età adrianea. Si entrava, poi, nello spogliatoio, apodyterium, che veniva scaldato da una sorta di caldaia, hypocausto, ove veniva bruciata della legna. Mediante un cunicolo creato al centro dell'ambiente veniva diffusa uniformemente l'aria calda attraverso il vuoto creato sotto il pavimento e lungo le pareti, mediante appositi mattoni forati. Attraversando un vano si potevano raggiungere il vecchio calidarium e quello di recente costruzione, che si fronteggiavano l'un l'altro, forse usati ad orario alternato o per visitatori di diverso sesso.
Il calidarium più recente era di grandi dimensioni: lungo metri 23 e largo metri 10,70, con una grande piscina che occupava quasi tutto l'ambiente. Sia la vasca per il bagno che le pareti erano rivestite da lastre di marmo bianco, mentre una successione di nicchie quadrate alternate a quelle a semicerchio dovevano alleggerire la struttura.
La grande vasca veniva alimentata grazie ad un sistema di tubature che conducevano acqua termale alla temperatura di 47 gradi. Inoltre la vasca poggiava su pilastrini in modo da costruire una suspensura al posto del solito praefornium e da isolare l'ambiente mantenendo calda l'acqua.
Attraverso altri vani si giungeva al tepidarium, con grande volta interamente conservata. Nella parte anteriore era una vasca da bagno con due nicchie superiori per la collocazione di statue, mentre in un ampio spazio a profilo semicircolare era una seconda vasca.
All'aperto era collocato il frigidarium, con una piscina lunga circa 10 m., cui si accedeva mediante 3 gradini, l'ultimo dei quali formava un sedile lungo le pareti della medesima vasca. Vicino al frigidarium era un singolare ambiente costituito da due avancorpi con 4 finestre nei lati sud ed ovest, atto ad essere riscaldato dai raggi solari. Si tratta forse di una stufa solare 0 heriocaminus o stufa solare.

Per quanto sia possibile, un'interpretazione generale dell'area termale, risulta sempre parziale. Molto probabilmente esisteva un settore antico verso nord, al quale fosse stato aggiunto uno più ampio ed articolato in epoca successiva, a sud.
Entrambi i settori devono essere stati utilizzati contemporaneamente. Questo fatto dimostra che anche l'affluenza dei visitatori era considerevole e che, quindi diventava necessario l'utilizzo di duplici attrezzature per smaltire il numeroso pubblico.
Tutto l'impianto risulta essere particolarmente sofisticato, con notevoli accorgimenti tecnici che agevolavano l'uso termale del complesso.
Per ultimo, va messa in evidenza la raffinatezza delle decorazioni, e le particolarità di alcune soluzioni architettoniche. Tutti questi elementi attestano, nell'esecuzione, la presenza non certo di grossolani operai, bensì di maestranze specializzate, alle dipendenze di importanti appaltatori a loro volta diretti da architetti sulla base di precisi progetti.

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